Sfiduciati. Democrazia e disordine comunicativo nella società esposta

Sfiduciati .Democrazia e disordine comunicativo nella società esposta, Feltrinelli 2025

Sfiduciati. Democrazia e disordine comunicativo nella società esposta

I social media favoriscono ciò che funziona: e ciò che funziona polarizza, semplifica, infiamma. La democrazia ha bisogno di ascolto, mediazione, argomentazione. E se il conflitto algoritmico si consuma in millisecondi, il dissenso democratico richiede tempo.

Un ex medico radiato parla in diretta su Telegram di vaccini come strumenti di controllo, di complotti internazionali, di verità che i giornali nascondono. In migliaia lo ascoltano, si riconoscono, condividono la sua posizione. Ma non è un’eccezione: ogni giorno, le piattaforme digitali e il sistema dei media amplificano narrazioni alternative, tensioni virali, comunità polarizzate.

Questa è la società esposta: un ambiente in cui la comunicazione e la sfera pubblica sono diventate vulnerabili, attraversate da sfiducia, sovraccarico informativo e conflitti tossici. La democrazia non è minacciata solo da forze illiberali, ma da un ecosistema in cui parole e legami si logorano, e il dissenso perde riconoscimento.
Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei media, racconta le dinamiche di questa esposizione. Ma il libro va oltre la diagnosi: propone pratiche di cura del discorso pubblicoecologie della comunicazioneforme di cittadinanza critica capaci di rigenerare il legame tra parola e spazio pubblico.

Perché la democrazia è fragile, ma non impotente: può imparare a vivere nella sua vulnerabilità, e da lì ripartire.

Democrazia ai margini. Disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica nell’era digitale

Democrazia ai margini. Disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica nell’era digitale

Non più solo in Parlamento, in televisione o sui giornali: oggi la democrazia si gioca nei nostri feed, nei canali paralleli della controinformazione e sulle piattaforme digitali dove il confine tra verità e racconto si assottiglia.

YouTube, Telegram, X, Reddit o 4chan sono diventati l’infrastruttura della post-sfera pubblica: spazi ibridi in cui si formano nuove comunità, si costruiscono appartenenze e si decide che cosa merita considerazione. Qui gli algoritmi regolano la visibilità dei contenuti, le metriche di engagement orientano la costruzione del consenso e l’economia dell’attenzione sostituisce quella dell’argomentazione.

In questo ecosistema, la post-verità non è una deviazione patologica ma una condizione strutturale: ciò che circola online contribuisce a definire il campo del dicibile, ciò che appare legittimo nella contesa politica e ciò che viene espulso dal discorso pubblico.

Dalla storia dei media al funzionamento degli algoritmi, dalle indagini su Telegram alle teorie del complotto, questo volume analizza, decostruisce e ricontestualizza le trasformazioni della comunicazione pubblica, fornendo strumenti critici per interpretarle e pratiche per contrastarne le derive.

Le fringe platforms e le culture partecipative online rivelano oggi nuove forme di potere reticolare, in cui il margine non è più periferia ma laboratorio di innovazione simbolica e politica. Comprendere cosa accade ai margini non è più un esercizio teorico: è un gesto di cura democratica, necessario per abitare consapevolmente l’ecosistema informativo del presente.

Democrazia ai margini è la condizione che viviamo, il territorio incerto in cui oggi si decide se la democrazia possa ancora essere una promessa credibile.

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L’edizione 2025 dell’Annale della Fondazione Feltrinelli, Democrazia ai margini. Disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica nell’era digitale, riunisce un gruppo eterogeneo di autrici e autori per indagare le complessità delle trasformazioni politiche e dell’opinione pubblica nell’era digitale. In particolare a partire dalle sfide lanciate dai “margini”, da quella parte fringe che trova oggi negli spazi digitali un luogo di espressione e crescita spesso problematica.

Un elemento distintivo di questo volume è il focus sul contesto italiano, che si configura come un laboratorio cruciale per comprendere i cambiamenti politici più ampi. L’Italia, con la sua combinazione unica di frammentazione politica, movimenti populisti e discorso mediato dalle piattaforme, offre spunti preziosi che vanno oltre i confini nazionali. Limitarsi allo studio di questi fenomeni nel solo contesto statunitense, come spesso accade, rischia di produrre una visione incompleta per l’Europa.

Questo progetto si allinea alla missione della Fondazione Feltrinelli di promuovere una riflessione sui temi contemporanei più urgenti, creando uno spazio inclusivo per l’esplorazione delle trasformazioni globali che influenzano la democrazia, la cittadinanza e il futuro delle nostre società.

Introduzione

I margini della democrazia: l’ascesa della fringe democracy nell’era della sfera pubblica piattaformizzata
Giovanni Boccia Artieri

I. Il cambiamento di scenario del discorso pubblico tra media mainstream e spazi digitali

  1. (Post)Politica: metamorfosi e traiettorie nei confini dello spazio globale/Luigi Ceccarini 
  2. Una storia “spaziale” di Internet. Materialità, politica ed economia della Rete/ Paolo Bory e Gabriele Balbi
  3. Le piattaforme come infrastruttura del discorso politico/Michele Sorice- Maria Francesca Murru 
  4. I leader politici e il loro fandom/Donatella Campus e Marco Mazzoni
  5. Influ-attivismo e ibridazione tra attivismo online e influencer marketing: potenzialità e problematiche  /Simone Tosoni

II. Media, margini e manipolazione: dinamiche della sfera pubblica alternativa

  1. Il destino della storia attraverso i mass media: la tragedia del Vajont/Anna Tonelli-Barbara Montesi
  2. Fringe democracy e questioni di genere. Tra emancipazione e radicalizzazione /Manolo Farci-Cosimo Marco Scarcelli
  3. Dai margini al mainstream. Innesti e spazi “alternativi” nella storia della televisione italiana /Luca Barra
  4. Appendice/Inserti a cura di Fondazione Feltrinelli introduzione Editoriale
  5. Introduzione alla lectio magistralis “La sociedad de la información. Algunas cuestiones abiertas” di Tomás Maldonado, 14.11.2014 per Annale Fondazione Feltrinelli di Pierfrancesco Califano

 

III. Tecnologie, discorsi e conflitti: comprendere e affrontare le sfide della democrazia digitale

  1. Manipolazione del media e influenza digitale. Sfide, tecnologie e risposte/Fabio Giglietto e Nicola Righetti, Timothy Graham
  2. Fringe platforms: tecnologie alternative, contestazione della sfera pubblica e modelli di democrazia online /Tim De Winkel
  3. Alternative o fringe? Esplorare la Telegramsfera italiana/Stefano Brilli e Elisabetta Zurovac
  4. Spiegazioni semplici in un mondo complesso: dall’iperconnettività alla polarizzazione distruttiva/Axel Bruns
  5. L’arma dell’inciviltà politica/Sara Bentivegna e Rossella Rega
  6. Comprendere la polarizzazione politica nei sistemi mediali ibridi /Augusto Valeriani e Laura Iannelli 
  7. La svolta fringe dell’arte. Piattaforme, artivismo, community /Laura Gemini
  8. Una cartografia della politica algoritmica: piattaforme, protocolli, pubblici e potere /Emiliano Treré
  9. Inquadrare il colpo di stato: populismo di estrema destra, illiberismo e le elezioni brasiliane del 2022 /Raquel Raquero
  10. Teorie del complotto e crisi della verità: un’indagine multidisciplinare su potere, credenza e media / Pari Esfandiari                         

Fringe Democracy and the Platformization of the Public Sphere

A special issue on ‘Fringe democracy and platformisation of the public sphere’ edited by Giovanni Boccia Artieri, Axel Bruns, Ehsan Dehghan and Laura Iannelli was published in the journal ‘Comunicazione Politica’ 1/2025.

The introduction to the issue
Boccia Artieri, G., Bruns, S., Dehghan, E., Iannelli, L. (2025). Fringe Democracy and the Platformization of the Public Sphere. «Comunicazione politica», 1, 3-21, doi: 10.3270/11660
is in open access and can be downloaded here.

This is the abstract:
This article introduces the concept of «fringe democracy» as a multidimensional phenomenon emerging in the contemporary public sphere when alternative digital platforms (spaces/affordances/governance patterns), marginalized actors (groups/practices/ideologies), and heterodox narratives (contents/imaginaries/representations) challenge liberal democratic processes. Fringe democracy is not merely about the rise of non-mainstream platforms but arises from complex interactions between fringe and mainstream platforms, actors, and narratives (as shown by recent changes in mainstream platform moderation practices, which reduce fringe actors’ dependence on alternative, freer spaces). While some marginalized actors may propose heterodox narratives driven by democratic values, fringe democracy functions as a form of pseudo-democracy from the margins, exploiting democratic participation mechanisms to undermine core democratic principles. This phenomenon spans ideological spectra, although far-right actors have a particularly notable power to weaken liberal democracies through disruptive communication strategies. After defining fringe democracy, the article introduces empirical and theoretical studies highlighting how interactions between mainstream and fringe platforms shape polarized narratives and amplify manipulative practices. Ultimately, the article addresses methodological and epistemological challenges in researching fringe democracy and advocates a strategy (integrating policy interventions, platform regulations, and media literacy efforts) to effectively address issues posed by the evolving digital public sphere within hybrid media systems, balancing freedom of speech with the necessity of safeguarding democracy.

This is the table of contents of the monographic issue:

Saggi

 

 

Fringe democracy e la democrazia a due velocità

La sfera digitale è in continua evoluzione, in un processo che interseca la logica degli algoritmi con dinamiche di potere economico e politico. In un’epoca caratterizzata da una “piattaformizzazione” della sfera pubblica, non esiste uno spazio neutrale del dibattito: ciò che è visibile e ciò che non lo è rischia di dipendere da scelte tecnologiche che sono al contempo scelte politiche.

A questo tema è dedicato il n.28 di Pubblico, la Newsletter di Fondazione Feltrinelli, curato da Giovanni Boccia Artieri che ha scritto l’editoriale sul fenomeno dello shadow banning.

In particolare la ricerca sulla fringe democracy aiuta ad inquadrare meglio le trasformazioni della piattaformizzazione:

A questo proposito, il concetto di “fringe democracy” – di una democrazia al limite, come approfondiremo nell’annale Feltrinelli 2025 – ci offre una chiave di lettura sul modo in cui le piattaforme digitali, che inizialmente sono state vissute e interpretate come luogo di democratizzazione della comunicazione, abbiano invece contribuito a creare un ecosistema informativo frammentato e stratificato. Mentre alcuni gruppi riescono a sfruttare le logiche algoritmiche per ottenere un’ampia visibilità, le posizioni critiche o minoritarie rischiano di essere progressivamente depotenziate e relegate ai margini del discorso pubblico.

In questo scenario, lo shadow banning diventa un meccanismo di esclusione che non elimina il dissenso ma lo reindirizza verso spazi alternativi – dai canali Telegram, ad esempio, a circuiti mediali di nicchia – riducendone drasticamente l’influenza e la portata. In tal modo si configura una “democrazia a due velocità”: il centro del discorso pubblico rimane governato da logiche opache e algoritmi difficilmente decifrabili, mentre le voci critiche si vedono costrette a cercare canali di espressione meno visibili.

La promessa iniziale di una comunicazione paritaria e partecipata si rovescia, dando vita a un’architettura dell’informazione dove alcune narrative dominano la conversazione, mentre altre faticano a emergere.

 

Ethical Statement

CORIT Ethical Statement

Introduction
The PRIN PNRR 2022 research project Countering Online Radicalization and Incivility in Italy: from Fringe to Mainstream – CORIT (Prot. P202293P5P), coordinated by the University of Urbino Carlo Bo (PI: Prof. Giovanni Boccia Artieri) and conducted in partnership with Sapienza University of Rome (Prof. Sara Bentivegna) and the University of Siena (Prof. Rossella Rega), investigates the role of alternative social media in spreading problematic content within the hybrid media system. To this end, it analyzes communication flows among mainstream social media, traditional media, and alternative social media. The latter are characterized by low levels of moderation, which may facilitate the dissemination of ethically controversial content. To protect researchers who might encounter such content and to safeguard the privacy of users on the analyzed platforms, the CORIT PRIN research project adheres to strict guidelines.

Data Collection and Privacy Protection
The CORIT PRIN research project employs computational, quantitative, and qualitative methods for data collection and analysis, complying with national and European data protection regulations (GDPR). It also follows recommendations from international scientific associations, including the guidelines of the Association of Internet Researchers (AoIR) outlined in the document “Internet Research: Ethical Guidelines 3.0” (https://aoir.org/reports/ethics3.pdf).

Data Collection
The project analyzes publicly accessible content. Data are collected through official APIs and authorized vendors, in compliance with the originating platforms’ restrictions, terms of service, privacy policies accepted by users upon registration, and applicable national and international regulations.

Scope of Analysis
The research examines social and communicative dynamics in digital environments. It does not perform individual profiling based on sensitive personal data but operates exclusively at an aggregated sociological level. Data are analyzed as provided and are not integrated with datasets that might contain identifying information or additional personal data about users.

Researcher Protection
The collected data may include ethically problematic content. Therefore, particular attention is given to ensuring the compatibility of research activities with the holistic well-being of researchers. Researchers can discuss arising difficulties both during scheduled meetings and on request. The research team takes the necessary steps to address and resolve any issues.

Data Storage and Sharing
To ensure cybersecurity standards in line with international protocols, the collected data are stored on servers at the University of Urbino Carlo Bo. Data sharing complies with the terms of service of the platforms and data providers, as well as applicable regulations, prioritizing open science practices within ethical and legal boundaries. Data sharing among the partner universities involved in the project is governed by a signed Data Sharing Agreement.

Data Processing Officer
The Data Protection Officer (DPO) of the University of Urbino Carlo Bo is Engineer Mauro Raimondi. For more information or inquiries related to personal data processing, please contact the following email address: rpd@uniurb.it.