Prodotto digitale con attività basate su didattica virtuale esperienziale – Modalità blended

Il Virtual Lab propone un percorso di didattica della storia della scienza fondato sull’integrazione tra simulazione digitale e materialità degli strumenti. Il contesto storico di riferimento è costituito dalle formelle del Palazzo Ducale di Urbino (XV secolo), assunte come fonti materiali per la riproduzione e l’analisi di macchine e dispositivi meccanici in età rinascimentale. Il laboratorio mira a sviluppare una comprensione storica, tecnica e critica del funzionamento delle macchine, mettendo in relazione la rappresentazione iconografica, la ricostruzione digitale in realtà aumentata e il confronto con prototipi materiali.

L’attività prevede la selezione e lo studio di macchine come sega idraulica, bastia elevabile, elevatore d’acqua a vite, argano a trasmissione, mulino a doppia macina, considerate sia dal punto di vista dei loro principi meccanici sia nella loro composizione materiale. Le risorse digitali, tratte dalla piattaforma formelle.uniurb.it, consentono di esplorare le potenzialità della realtà aumentata per la visualizzazione dinamica dei dispositivi; parallelamente, l’impiego di prototipi provenienti dal Museo di Mombaroccio, riconducibili alla scuola di Guidobaldo del Monte, permette di confrontare la ricostruzione virtuale con oggetti tridimensionali concreti, evidenziando scarti, varianti e problemi di interpretazione.

Dal punto di vista dei contenuti, il laboratorio affronta: la lettura delle fonti materiali per la storia della scienza; i principi fondamentali della meccanica applicata; il rapporto tra immagine, modello e manufatto; le pratiche di ricostruzione storica; la valutazione filologica delle differenze tra rappresentazione, simulazione e prototipo. Dal punto di vista delle competenze, il percorso sviluppa: capacità di analisi delle fonti storico-scientifiche; comprensione del funzionamento meccanico di dispositivi storici; uso critico di strumenti digitali e ambienti di realtà aumentata; confronto tra modelli virtuali e prototipi materiali; consapevolezza dei limiti epistemologici e didattici delle ricostruzioni digitali. In particolare, la valutazione finale insiste sulla capacità di riconoscere come la realtà aumentata, pur efficace sul piano illustrativo, non esaurisca la complessità storica e materiale degli oggetti, ma debba essere integrata con un approccio critico e filologicamente fondato.

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