Lo stativo per riprese orizzontali rappresenta una soluzione tecnologica avanzata per la documentazione digitale ad alta risoluzione di opere d’arte su supporto cartaceo e pergamenaceo. Il sistema integra componenti professionali e soluzioni ingegneristiche originali per garantire acquisizioni di altissima qualità nel pieno rispetto della conservazione delle opere.
Il sistema si articola in due elementi modulari progettati per garantire massima stabilità e precisione. Il primo elemento è costituito da un piano di acquisizione mobile, realizzato attraverso un telaio scorrevole che consente la traslazione del piano di ripresa lungo due assi ortogonali, con un’escursione massima di 880×700 mm. Questa configurazione permette di acquisire opere di grandi dimensioni attraverso una sequenza di scatti parziali successivamente assemblati in post-produzione, superando così i limiti dimensionali dell’area di ripresa singola. Il piano è dotato di un sistema di retroilluminazione integrato, composto da strisce LED lineari incorporate nello spessore del telaio scatolare, che consente l’acquisizione in trasparenza per la documentazione di filigrane e dettagli altrimenti invisibili alla luce riflessa.
Il secondo elemento è costituito da una struttura verticale troncopiramidale, dove quattro montanti inclinati in alluminio ospitano il sistema di illuminazione e convergono verso il vertice dove è posizionata una fotocamera Hasselblad X2D-100C. Questa configurazione geometrica non è casuale: garantisce stabilità strutturale ottimale e permette di distribuire le sorgenti luminose in modo simmetrico attorno all’area di ripresa, minimizzando ombre e riflessioni indesiderate. La fotocamera è montata su una guida lineare di precisione che ne consente il posizionamento millimetrico e la perfetta perpendicolarità rispetto al piano di acquisizione, caratteristica fondamentale per evitare distorsioni prospettiche nelle riprese di documenti piatti.
L’illuminazione rappresenta l’elemento più critico nella documentazione fotografica di beni culturali, dove l’obiettivo non è solo creare un’immagine esteticamente gradevole, ma documentare fedelmente caratteristiche cromatiche e materiche dell’opera. Per questo motivo il sistema integra 32 illuminatori LED Relio² ad alta resa cromatica, con indice CRI superiore al 95% e TLCI fino al 98%, caratteristiche che garantiscono una riproduzione cromatica fedele e priva delle dominanti tipiche di sorgenti luminose meno performanti. La temperatura colore costante di 4000°K è stata scelta per rappresentare un compromesso ottimale tra luce diurna naturale e condizioni di visualizzazione standard.
Gli illuminatori sono disposti secondo uno schema geometrico accuratamente studiato: sedici LED sono posizionati a 45° rispetto al piano di acquisizione, distribuiti simmetricamente sui quattro lati denominati convenzionalmente Nord, Est, Sud e Ovest, per garantire un’illuminazione uniforme e diffusa su tutta la superficie dell’opera. Altri sedici LED sono invece inclinati a 15° con la medesima disposizione quadripartita, con l’obiettivo di enfatizzare dettagli superficiali e caratteristiche di texture che potrebbero altrimenti rimanere poco evidenti. Questa doppia angolazione non è ridondante: permette di acquisire sequenze fotografiche con diverse condizioni di illuminazione, essenziali per tecniche di elaborazione avanzate.
Il controllo indipendente dei gruppi di illuminatori avviene tramite due pulsantiere USB che consentono l’accensione e lo spegnimento selettivo secondo sequenze predefinite. L’esposizione alla luce è accuratamente controllata e documentata: con un’intensità di 3000 lux e un tempo di acquisizione tipico di 2,5 minuti per completare una sequenza, l’opera riceve un’esposizione equivalente a soli 60 lux/ora, pari a circa 1 ora e 10 minuti di esposizione standard a 50 lux. Questo dato è fondamentale dal punto di vista conservativo, poiché garantisce che l’operazione di documentazione non contribuisca in modo significativo al degrado fotochimico dell’opera, rispettando così i più stringenti protocolli museali.
Al momento è in corso di realizzazione un sistema di modifiche sostanziali al prototipo, che include il posizionamento di filtri polarizzatori regolabili sia per le sorgenti luminose che per la fotocamera, al fine di agevolare l’utilizzo di tecniche di cross-polarization per l’acquisizione di materiali lucenti come i metalli.
Lo stativo trova applicazione ideale nella documentazione ad alta risoluzione di dipinti, disegni, acquerelli, stampe, manoscritti e documenti d’archivio, dove l’illuminazione uniforme e calibrata garantisce una riproduzione fedele che può servire tanto per catalogazione e studio quanto per produzioni editoriali di alta qualità. La configurazione orizzontale è particolarmente adatta per opere fragili o di grande valore che non possono essere movimentate in verticale, permettendo di posizionare l’opera comodamente sul piano di ripresa e operare dall’alto senza rischi.

Una funzionalità particolarmente apprezzata è la capacità di documentare filigrane su carta e pergamena. Mediante l’attivazione del sistema di retroilluminazione integrato e la disattivazione degli illuminatori Relio², è possibile acquisire immagini in trasparenza che evidenziano la struttura del supporto, rivelando marchi d’acqua, linee di vergatura e altri dettagli della manifattura cartaria che rimangono completamente invisibili in luce riflessa.
Il sistema offre significativi vantaggi rispetto a metodologie tradizionali. Innanzitutto garantisce una totale non invasività: l’acquisizione è completamente contactless e l’esposizione alla luce è minima e controllata, rispettando i più stringenti protocolli conservativi. La riproducibilità è un altro punto di forza: tutti i parametri di acquisizione sono documentati, controllati e ripetibili, permettendo di eseguire campagne di documentazione successive a distanza di anni con risultati comparabili, caratteristica essenziale per il monitoraggio dello stato di conservazione. La versatilità del sistema lo rende adattabile a diverse tipologie di opere e tecniche di acquisizione, dalla semplice fotografia di documentazione fino a metodologie avanzate come RTI o imaging multispettrale.
Lo stativo è stato realizzato in affiancamento al team dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, nell’ambito del progetto “GIGAPIXEL – Gigapixel imaging e dipinti di grande formato”. GIGAPIXEL è un progetto di ricerca industriale approvato sul “Bando per progetti di ricerca industriale strategica rivolti agli ambiti prioritari della Strategia di Specializzazione Intelligente 2023-2024” all’interno del PR-FESR EMILIA ROMAGNA 2021-2027, e finanziato all’Ateneo di Bologna.

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