Fabio Giorgio Cavallero

Titoli e formazione

Fabio Giorgio Cavallero è archeologo e dottore di ricerca in Archeologia. Ha conseguito un master in Diritto Romano presso la Scuola di Alta Formazione in Diritto Romano e ha svolto attività post-dottorale presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Ruolo attuale

È ricercatore a tempo determinato ai sensi della Legge 240/10 presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per il settore scientifico disciplinare ARCH01/G – Metodologie della Ricerca Archeologica.

Esperienze e temi di ricerca

La sua attività scientifica si concentra principalmente sull’archeologia di Roma, del Lazio e della Grecia, secondo tre linee di ricerca principali: archeologia e storia dell’arte greca e romana, diritto romano e tecnologie per l’archeologia digitale, tra cui rilievo 3D, droni e LIDAR. Nelle sue ricerche integra metodologie differenti per analizzare reperti, architetture, siti pluristratificati di grandi dimensioni e paesaggi antichi, con l’obiettivo di ricostruirne l’aspetto originario, le trasformazioni e gli usi in età antica.

Ha inoltre approfondito tematiche storiche, storico-archeologiche e storico-giuridiche legate ai processi giuridico-sacrali impiegati dagli antichi nella definizione della città e dei suoi luoghi sacri, mettendo in relazione fonti diverse con i dati emersi dalle indagini archeologiche. Un ulteriore ambito di interesse riguarda gli aspetti tecnico-operativi connessi alla creazione, gestione e migrazione di sistemi informativi complessi e banche dati strutturate, finalizzati all’analisi e alla pubblicazione di grandi quantità di dati per lo studio di contesti archeologici articolati.

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Michele De Lazzer

Titoli e formazione

Michele De Lazzer ha conseguito nell’aprile 2018 il dottorato di ricerca in Culture Umanistiche, curriculum Scienze del testo, presso l’Università degli Studi di Urbino. Dal 2019 al 2025 è stato titolare di un assegno di ricerca in Lingua e letteratura latina presso il medesimo ateneo ed è stato inoltre docente a contratto di Filologia medievale e umanistica.

Ruolo attuale

Da settembre 2025 è ricercatore a tempo determinato in tenure track (RTT) presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino, per il settore scientifico disciplinare FLMR-01/A – Letteratura latina medievale e umanistica.

Esperienze e temi di ricerca

È socio della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (S.I.S.M.E.L.) di Firenze e collabora dal 2019 a progetti dell’ente, tra cui il bollettino bibliografico Medioevo Latino e il repertorio Compendium Auctorum Latinorum Medii Aevi (C.A.L.M.A.). I suoi interessi di studio riguardano soprattutto la lessicografia e la favolistica latina medievale.

Ha pubblicato, nell’Edizione nazionale dei testi mediolatini d’Italia, il testo critico con commento del glossario inedito Adipiscitur (Firenze 2020) e ha dedicato ulteriori indagini ad altri lessici, con particolare attenzione al glossario Arbiter e alle raccolte di Glossae derivate dalla Compendiosa doctrina di Nonio Marcello. Tra i lavori più recenti si segnala la pubblicazione del nuovo testo critico delle favole della Recensio Vetus (Firenze 2025), una delle famiglie della tradizione del Romulus. A partire dal 2025 ha inoltre avviato, con Francesca Artemisio dell’Università di Salerno, un progetto di edizione dell’Elementarium di Papias, tra i più importanti lessici latini del basso medioevo.

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Duccio Piccardi

Titoli e formazione

Duccio Piccardi si è formato presso l’Università degli Studi di Firenze e successivamente presso l’Università di Pisa, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia, Letteratura e Linguistica in cotutela con l’Università di Zurigo. Il suo percorso di studi ha attraversato diversi ambiti della ricerca linguistica, dalla linguistica storica fino alla sociofonetica.

Ruolo attuale

È attualmente ricercatore a tempo determinato di tipo B presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per il settore scientifico disciplinare GLOT-01/A – Glottologia e linguistica, ed è membro del Laboratorio di Psicolinguistica del DISTUM.

Esperienze e temi di ricerca

La sua attività di ricerca riguarda la dialettologia, la dialettologia percettiva, la sociofonetica usage-based, il fonosimbolismo, la didattica e la storia della linguistica, la linguistica della scrittura, la gamification in fonetica e le tecnologie del parlato. Ha svolto ricerche sul campo in Toscana e, attraverso la partecipazione a progetti regionali, nazionali ed europei, ha lavorato anche sui temi della discriminazione linguistica e degli archivi orali, prima presso l’Università degli Studi di Siena e poi all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

In passato ha insegnato Fonetica e fonologia e Linguistica generale presso l’Università degli Studi di Pavia. Fa parte della redazione di Archivio per l’Alto Adige. Rivista di studi alpini e di Oral Archives Journal.

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Simone Garagnani

Titoli e formazione

Simone Garagnani è ingegnere edile e dottore di ricerca in Ingegneria Edilizia e Territoriale. È specialista in metodi e tecnologie per la rappresentazione e la modellazione semantica 3D di opere pittoriche, antichi disegni, manufatti e complessi archeologici e monumentali.

Ruolo attuale

È professore associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, per il settore scientifico disciplinare ICAR/17 – Disegno, ed è responsabile del Laboratorio Imaging for Humanities del DISTUM.

Esperienze e temi di ricerca

Nel corso della carriera si è occupato di ricerca e didattica nell’ambito del disegno d’architettura, della digitalizzazione dei beni artistici e archeologici, della fedeltà colorimetrica di disegni e dipinti di rilevante interesse storico-artistico, del rilievo di oggetti museali e del Building Information Modeling applicato al patrimonio storico e monumentale. Ha approfondito questi temi anche in ambito internazionale, prima come Visiting Scholar presso la University of California, Berkeley, e poi come Guest Associate Professor presso la Keio University di Tokyo.

È stato coordinatore di Unità di Ricerca FIR per il progetto Kainua. Restituire, percepire, divulgare l’assente. Tecnologie transmediali per la città etrusca di Marzabotto, nel quale ha introdotto metodologie ArchaeoBIM nell’analisi archeologica. Ha inoltre svolto incarichi di ricerca e docenza presso l’Università di Bologna, l’Università di Pisa e il Politecnico di Milano.

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Stefano Amodio

Titoli e formazione

Stefano Amodio è ingegnere edile-architetto, laureato in Ingegneria Edile-Architettura con il massimo dei voti presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. La sua formazione combina competenze tecnico-costruttive con conoscenze nell’ambito della progettazione architettonica.

Ruolo attuale

Attualmente ricopre il ruolo di tecnico di laboratorio come personale tecnico-amministrativo presso il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, dove svolge attività di supporto alla ricerca, alla gestione del laboratorio e alla didattica.

Esperienze e temi di ricerca

Nel corso della sua esperienza ha maturato competenze nell’applicazione di tecnologie innovative per il rilievo e la documentazione del patrimonio culturale e architettonico. Come studente e tirocinante ha approfondito metodologie avanzate di rappresentazione e ha collaborato alla mostra Palladio Designer, esperienza che ha consolidato la sua comprensione dei processi di documentazione e valorizzazione del patrimonio storico-architettonico.

La sua tesi di laurea, dedicata alle applicazioni della realtà virtuale nella ricostruzione delle architetture storiche, con particolare riferimento alla modellazione e navigazione interattiva di Casa Zampini di Ivo Pannaggi a Esanatoglia, evidenzia competenze nella digitalizzazione 3D e nell’uso di tecnologie immersive per la fruizione e la valorizzazione del patrimonio. Il suo profilo unisce quindi competenze ingegneristiche e architettoniche a interessi orientati verso l’innovazione digitale e le tecnologie di imaging.

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