Grande successo di pubblico per l’apertura straordinaria del Laboratorio Imaging for Humanities di Palazzo Albani, che il 10 e 11 ottobre ha partecipato alle Giornate FAI d’Autunno, l’iniziativa che ogni anno apre luoghi di cultura e ricerca spesso poco conosciuti al grande pubblico.

Focus della visita sono state la documentazione e la restituzione digitale delle opere di Marta Czok (1947–2025), un lavoro propedeutico agli interventi conservativi previsti per tali pitture e nato dalla collaborazione con la London Metropolitan University e la Fondazione Marta Czok di Roma. I visitatori hanno potuto osservare i dipinti originali accanto alle loro repliche digitali, confrontando da vicino superficie pittorica, materia e colore, e scoprendo quanto una documentazione digitale accurata possa restituire dell’opera fisica.

                           

Il responsabile del laboratorio, Simone Garagnani, e la curatrice associata della Fondazione Marta Czok, Luisa Bravo, hanno accompagnato il pubblico nel percorso, presentando le opere momentaneamente conservate a Urbino e illustrando le attività di ricerca che le riguardano: dalle tecniche di acquisizione ad alta fedeltà, che registrano la morfologia della superficie e la resa cromatica dei dipinti, fino all’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale che permettono di consultare e interrogare in modo interattivo e verificato le informazioni sulle opere e sull’artista.

Il Laboratorio Imaging for Humanities conferma in questo modo la sua vocazione di operare in un contesto multidisciplinare in cui ricerca scientifica, didattica e valorizzazione delle conoscenze convergono nell’applicazione delle più recenti tecniche di digitalizzazione dei beni culturali. L’apertura è stata l’occasione per mostrare come questo lavoro offra nuovi strumenti per conoscere, studiare, conservare e valorizzare il patrimonio artistico.

Si ringraziano tutti i visitatori per la partecipazione e l’interesse dimostrato, il FAI per l’opportunità di divulgazione e un grande ringraziamento va a Valter Scarso e Jacek Ludwig Scarso della Fondazione Marta Czok per aver reso disponibili le opere e per la preziosa collaborazione di ricerca di questi mesi.