Giornate FAI d’Autunno, 10 e 11 ottobre 2026 – Marta Czok tra originale e replica digitale

Grande successo di pubblico per l’apertura straordinaria del Laboratorio Imaging for Humanities di Palazzo Albani, che il 10 e 11 ottobre ha partecipato alle Giornate FAI d’Autunno, l’iniziativa che ogni anno apre luoghi di cultura e ricerca spesso poco conosciuti al grande pubblico.

Focus della visita sono state la documentazione e la restituzione digitale delle opere di Marta Czok (1947–2025), un lavoro propedeutico anche agli interventi conservativi previsti per tali pitture e nato dalla collaborazione con la London Metropolitan University e la Fondazione Marta Czok di Roma. I visitatori hanno potuto osservare i dipinti originali accanto alle loro repliche digitali, confrontando da vicino superficie pittorica, materia e colore, e scoprendo quanto una documentazione digitale accurata possa restituire dell’opera fisica.

                           

Il personale del laboratorio, insieme alla curatrice associata della Fondazione Marta Czok Luisa Bravo, ha accompagnato il pubblico nel percorso, presentando le opere momentaneamente conservate a Urbino e illustrando le attività di ricerca che le riguardano: dalle tecniche di acquisizione ad alta fedeltà, che registrano la morfologia della superficie e la resa cromatica dei dipinti, fino all’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale che permettono di consultare e interrogare in modo interattivo e verificato le informazioni sulle opere e sull’artista.

Il Laboratorio Imaging for Humanities conferma in questo modo la sua vocazione di operare in un contesto multidisciplinare in cui ricerca scientifica, didattica e valorizzazione delle conoscenze convergono nell’applicazione delle più recenti tecniche di digitalizzazione dei beni culturali. L’apertura è stata l’occasione per mostrare come questo lavoro offra nuovi strumenti per conoscere, studiare, conservare e valorizzare il patrimonio artistico.

Si ringraziano tutti i visitatori per la partecipazione e l’interesse dimostrato, il FAI per l’opportunità di divulgazione e la Fondazione Marta Czok per la preziosa collaborazione di questi mesi.

Il Racconto digitale dell’opera di Marta Czok

Quando l’arte contemporanea incontra le tecnologie di imaging

Il Laboratorio Imaging for Humanities del Dipartimento DISTUM è lieto di presentare gli esiti di un progetto internazionale dedicato alla documentazione digitale delle opere dell’artista Marta Czok.

L’iniziativa si sviluppa nell’ambito della collaborazione istituzionale con la London Metropolitan University (nel Regno Unito) e la Fondazione Marta Czok di Roma. È infatti attualmente in corso presso il Laboratorio una campagna sistematica di digitalizzazione ad alta definizione di una selezione di dipinti dell’artista. Il progetto costituisce un significativo momento di convergenza tra eccellenza accademica europea, ricerca tecnologica applicata e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo.

La partnership internazionale ha consentito di far convergere ad Urbino il contributo scientifico e culturale della London Metropolitan School of Art, Architecture and Design, unitamente alla missione istituzionale della Fondazione Marta Czok nella promozione e nella conservazione dell’opera dell’artista.

I risultati preliminari delle attività di digitalizzazione saranno presentati in occasione di un incontro pubblico previsto per martedì 21 aprile 2026 alle ore 15.00, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, in via Saffi 2.

Le caratteristiche delle opere pittoriche, costantemente animate da contenuti di natura etica, politica e sociale, saranno illustrate dal Prof. Jacek Ludwig Scarso, Reader in Art and Performance presso la London Metropolitan University e Senior Curator della Fondazione Marta Czok.

A partire dalle ore 16.00 sarà poi possibile accedere alle sedi del Laboratorio Imaging for Humanities, in via del Balestriere 6, dove i partecipanti avranno l’opportunità di osservare direttamente il team di ricerca nello svolgimento delle attività di digitalizzazione, di esaminare le opere originali e di esplorare in modalità interattiva le relative repliche digitali. L’accesso è aperto anche alla cittadinanza.

Il progetto rappresenta un’occasione di primaria importanza per approfondire le modalità attraverso cui le tecnologie di imaging avanzato si pongono al servizio della ricerca artistica, contribuendo alla creazione di un ponte tra la materialità delle opere e la loro preservazione digitale a beneficio delle generazioni future.